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La cerimonia del Vesak

Occasione di Amore e Luce per noi e per l’intero Pianeta!

Il Vesak è una festività antica, le cui origini appartengono alla tradizione buddista, anche se il suo messaggio riveste un profondo significato, utile e benefico per l’intera umanità.

Cos'è il Vesak?

Nel plenilunio del segno del Toro, tradizionalmente, viene ricordata la nascita, l’illuminazione e la rinuncia al Paradiso (Nirvana) da parte del Principe Siddharta (“Buddha”, il risvegliato) il quale, al termine di una vita interamente dedicata alla diffusione dei principi di pace, amore e compassione, trovatosi alla soglia del Nirvana, ad un passo dalla Liberazione dal ciclo di morte e rinascita, si volta indietro e vede il mondo ancora in preda a dolore, sofferenza, malattie, guerre, fame ed infelicità.
Profondamente toccato nel cuore, ad un passo dalla beatitudine eterna, fa la Grande Rinuncia, ovvero rinuncia a varcare quella soglia finché anche l’ultimo dei vivi non l’avrà varcata prima di lui.
Fino ad allora promette di aiutare e sostenere il mondo e di tornare ogni anno sulla Terra per portare Luce e Benedizione.

Si dice Vesak o Wesak?

Dal termine “Vesak”, utilizzato in riferimento al rituale buddista, si è passati alla grafia “Wesak”, per indicare la cerimonia Acquariana
Il Vesak rimase una cerimonia prettamente buddista fino alla pubblicazione, in Inghilterra nel 1948, e qualche anno dopo in Italia, del libro di Alice Bailey “Il ritorno del Cristo”, nel quale si evidenzia il profondo valore simbolico ed universale di questa festività che, da allora, è stata anche definita Wesak Acquariano.
Traducendo le opere dalla lingua tedesca, infatti, dove la lettera “V” viene pronunciata “F”, e volendo conservare la pronuncia classica, la lettera “V” è stata trasformata in “W”.
Di conseguenza, dal termine “Vesak”, ancora utilizzato in riferimento al rituale buddista, si è passati alla grafia “Wesak”, per indicare la cerimonia Acquariana.

Le principali differenze tra il Vesak Buddista il Wesak Acquariano

Nonostante il Wesak Acquariano si basi fondamentalmente sul Vesak buddista, dal quale trae origine, si tratta comunque di due cerimonie ben distinte.
Infatti, se è vero che il Wesak Acquariano prevede il ritorno del Buddha sulla Terra per benedire e portare Luce, proprio come nel Vesak Buddista, è però da notare che, insieme al Buddha, qui vi sono anche il Cristo e i Maestri di Luce, figure che non appartengono alla tradizione del Buddhismo tradizionale.
Al di là di queste differenziazioni, ciò che più conta è l’intento comune di portare Luce, Amore e Pace in sé stessi e in tutto il Pianeta.

Il rituale del Wesak Acquariano

Il Vesak è una festività antica, le cui origini appartengono alla tradizione buddista, anche se il suo messaggio riveste un profondo significato, utile e benefico per l’intera umanità.
Il momento centrale della cerimonia è rappresentato da una meditazione guidata di una ventina di minuti, di questi, 8 minuti sono in silenzio e prevedono la manifestazione del Buddha, del Cristo e della Gerarchia dei Maestri di Luce che scendono ad impartire la loro Benedizione sulla Terra.
A seguire si recita la Grande Invocazione e il canto dell'OM per dodici volte.
Al termine ognuno dei partecipanti potrà ricevere parte dell’acqua caricata energeticamente e un fiore che, essiccato a testa in giù, continuerà a rilasciare energia nell’ambiente fino alla successiva cerimonia del Wesak, un anno dopo, quando verrà sostituito con un altro fiore.
Al di là delle caratteristiche specifiche del rituale, l’aspetto più importante del Wesak sta proprio nella creazione di un campo di Luce, Saggezza e Pace universale, grazie alla profondità della meditazione e all’amorevole connessione con il Buddha, il Cristo e i Maestri di Luce.