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Cervello e Abitudini

Perché facciamo fatica a lasciarle andare?

Siamo quello che facciamo ripetutamente.
L’eccellenza, pertanto, non è un’azione, ma un’abitudine.

Aristotele

Cosa sono gli schemi di pensiero?

Apprendere significa fare nuove connessioni sinaptiche nel cervello. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, creiamo un nuovo circuito nel cervello. Il nostro cervello è plastico, e la sua plasticità ci permette di adattarci alle situazioni e di modificare il nostro comportamento in base a ciò che vogliamo dalla vita. Tuttavia, un atteggiamento mentale rigido e abitudinario, magari caratterizzato da una forte insicurezza e paura del cambiamento, porta a ripetere sempre gli stessi pensieri. Gli stessi pensieri, ripetuti ogni giorno, portano sempre agli stessi comportamenti e alle medesime scelte. Gli stessi comportamenti e le medesime scelte, quindi le stesse azioni, generano le stesse esperienze che, a loro volta, rinforzano sempre gli stessi circuiti neuronali e creano le stesse emozioni. Ed è così che, continuando a pensare, comportarsi e sentire sempre nello stesso modo, il cervello rinforza sempre gli stessi schemi e le stesse abitudini fino a creare, nel tempo, la nostra identità. Ma più rimaniamo ancorati al passato, ai ricordi, a quello che ci è stato insegnato ma che magari ora non ci rappresenta più, a quelle che sono state le nostre esperienze del passato, e più finiremo per restare nella nostra "zona di comfort", al riparo dal tanto temuto cambiamento ma incapaci di crearci una vita davvero felice e appagante.

E non solo. L’osservatore influenza la realtà osservata. E così capita che ognuno si crei la propria realtà, che corrisponde alla propria visione della realtà. E così, pur di non cambiare e restare ancorati in questa vita che non ci piace, ci convinceremo che la “vita è una lotta”, che “tutto è difficile”, che “è impossibile realizzarsi”, che le “cose vanno bene sempre ai soliti pochi”, che “chi nasce tondo non può morire quadrato”, e così via. Da questo allo scoraggiamento e ad una vita triste e rassegnata, il passo è breve.

Andare all’origine del disagio per trasformarlo

Ma qual è l’origine profonda di questo disagio? Perché alcune persone sembrano navigare in un mare calmo e sereno, ricco di sincronicità che le porta sempre a trovarsi nel posto giusto al momento giusto e a realizzare i propri obiettivi nella vita, mentre altre sembrano sempre essere in un mare in tempesta che non le fa nemmeno salpare, sempre ferme allo stesso punto, colme di rabbia e frustrazione o, peggio, rassegnate?

Facciamo un esempio. Mettiamo che una persona sia cresciuta in una famiglia in cui il papà era di indole pessimista, debole e rassegnato, tendente alla depressione e che, fin da bambino/a, si sia sentito spesso ripetere, quasi sotto forma di insegnamento per proteggerlo dalle tempeste della vita: “la vita è una lotta”, “la vita è dura”, “siamo nati per soffrire”, “si stava meglio quando si stava peggio”, “solo gli arroganti e i malvagi vanno avanti”, “questo non è un mondo fatto per i buoni”, e altro ancora. E mettiamo che la mamma, di indole aggressiva, frustrata e anche lei infelice, avesse la tendenza a scaricare, ogni giorno, ripetutamente, tutte la propria rabbia e frustrazione su questo bambino/a, continuando a ripetergli “con tutti i sacrifici che ho fatto per te”, “sei un’incapace”, “gli altri sono meglio di te”, “non andrai da nessuna parte, così”, “il mondo è cattivo”, senza proteggerlo né farlo mai sentire amato né al sicuro. E’ molto probabile che questo bambino crescerà insicuro, introverso, pauroso e chiuso al cambiamento. Sarà così facilmente vittima di bullismo, cosa che lo renderà ancora più debole e insicuro. E quindi, con un atteggiamento così timoroso e non essendosi mai sentito sostenuto, difficilmente si farà strada nella vita, per cui finirà per fare proprie quelle convinzioni limitanti che erano di suo padre – e magari anche del suo albero genealogico -. Allo stesso tempo, le affermazioni scoraggianti e demotivanti di sua madre continueranno a risuonare nella sua mente per tutta la vita creando tutto un insieme di pensieri, emozioni ed abitudini che lo porteranno a formare una vera e propria identità, quella della vittima.

A tutto questo si possono aggiungere memorie cellulari di altri tempi e altri spazi in cui eravamo realmente stati vittime o in cui il cambiamento era stato davvero pericoloso per noi. Queste memorie, radicate dentro di noi, nell’inconscio e nelle nostre cellule, diventano una sorta di “allarme” ogni volta che, nella nostra vita, tentiamo di realizzarci e di trovare la nostra strada. E così ci blocchiamo. E si forma un vero e proprio circolo vizioso in cui le esperienze che facciamo vanno a confermare le nostre credenze limitanti che, a loro volta, producono le stesse esperienze che ci attiriamo energeticamente, fino a bloccarci completamente.

E' per questo motivo che discipline energetiche e di crescita personale come il SoundHealing aiutano a rilasciare traumi, condizionamenti, memorie cellulari, convinzioni limitanti, e tutti quei fardelli e carichi del passato che appesantiscono le nostre vite, per aprirci al nuovo e creare una vita sempre più felice e appagante.

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