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Conosciamo meglio la festività del Vesak

Ogni anno, nel mese di maggio, e più precisamente durante il plenilunio, viene celebrato il Vesak per celebrare il ritorno sulla Terra del Buddha che giunge per liberarci dall’oscurità, dalle paure e dalle sofferenze che sono dentro di noi.

Cos'è il Vesak?

Nel plenilunio del segno del Toro, tradizionalmente, viene ricordata la nascita, l’illuminazione e la rinuncia al Paradiso (Nirvana) da parte del Principe Siddharta (“Buddha”, il risvegliato) il quale, al termine di una vita interamente dedicata alla diffusione dei principi di pace, amore e compassione, trovatosi alla soglia del Nirvana, ad un passo dalla Liberazione dal ciclo di morte e rinascita, si volta indietro e vede il mondo ancora in preda a dolore, sofferenza, malattie, guerre, fame ed infelicità.
Profondamente toccato nel cuore, ad un passo dalla beatitudine eterna, fa la Grande Rinuncia, ovvero rinuncia a varcare quella soglia finché anche l’ultimo dei vivi non l’avrà varcata prima di lui.
Fino ad allora promette di aiutare e sostenere il mondo e di tornare ogni anno sulla Terra, nel momento in cui si forma il plenilunio nella costellazione del Toro, per portare Luce e Benedizione all’intero Pianeta.

Si dice Vesak o Wesak?

Il nome “Vesak” deriva dal sanscrito “Vaishaka” riferito al mese di maggio in cui ha luogo questa festività. Dal termine “Vesak”, utilizzato in riferimento al rituale buddista, si è passati alla grafia “Wesak”, per indicare la cerimonia Acquariana.
Il Vesak rimase una cerimonia prettamente buddista fino alla pubblicazione, in Inghilterra nel 1948, e qualche anno dopo in Italia, del libro di Alice Bailey “Il ritorno del Cristo”, nel quale si evidenzia il profondo valore simbolico ed universale di questa festività che, da allora, è stata anche definita Wesak Acquariano.
Traducendo le opere dalla lingua tedesca, infatti, dove la lettera “V” viene pronunciata “F”, e volendo conservare la pronuncia classica, la lettera “V” è stata trasformata in “W”.
Di conseguenza, dal termine “Vesak”, ancora utilizzato in riferimento al rituale buddista, si è passati alla grafia “Wesak”, per indicare la cerimonia Acquariana.

Le principali differenze tra il Vesak Buddista il Wesak Acquariano

Nonostante il Wesak Acquariano si basi fondamentalmente sul Vesak buddista, dal quale trae origine, si tratta comunque di due cerimonie ben distinte.
Infatti, se è vero che il Wesak Acquariano prevede il ritorno del Buddha sulla Terra per benedire e portare Luce, proprio come nel Vesak Buddista, è però da notare che, insieme al Buddha, qui vi sono anche il Cristo e i Maestri di Luce, figure che non appartengono alla tradizione del Buddismo tradizionale.
Al di là di queste differenziazioni, ciò che più conta è l’intento comune di portare Luce, Amore e Pace in se stessi e in tutto il Pianeta.

Il rituale del Wesak Acquariano

I partecipanti si presentano alla cerimonia vestiti di bianco, ognuno porta con sé una bottiglia di acqua naturale o di sorgente in vetro trasparente, un fiore bianco, preferibilmente un iris, fiore simbolo del Wesak in quanto, secondo un’antica leggenda, questo è il fiore che sboccia nel momento esatto in cui il Buddha ritorna sulla Terra. Durante il rituale, l’acqua assorbirà l’energia della serata e potrà essere quindi in seguito bevuta godendo di numerosi benefici. Il fiore, invece, verrà essiccato a testa in giù e conservato fino al Wesak successivo, quando verrà sostituito.
Prima del rituale viene allestito un tavolo ricoperto da una tovaglia bianca, che sta a simboleggiare l’altare presente da millenni nella Valle Sacra dell’Himalaya, alle pendici del monte Kailash. Sul tavolo viene posta una coppa di cristallo piena d’acqua e tutti i fiori che ciascun partecipante avrà avuto cura di portare con sé come dono.
Il momento centrale della cerimonia è rappresentato da una meditazione guidata di una ventina di minuti. Di questi, 8 minuti sono in silenzio e prevedono la manifestazione del Buddha, del Cristo e della Gerarchia dei Maestri di Luce che scendono ad impartire la loro Benedizione sulla Terra. A seguire si recita la Grande Invocazione e si conclude con il canto dell'OM per dodici volte.

Il rituale del Vesak Buddista

Nel buddismo, il Vesak è una grande Festa religiosa che viene celebrata in modo diverso a seconda dei paesi e delle scuole, anche se molti di questi rituali, il cui scopo è quello di diffondere Amore e Compassione, sono diffusi in tutto il mondo.
Nel giorno del Vesak si portano offerte e si visitano orfanotrofi, ospedali e ospizi, si evita di uccidere animali e ci si alimenta esclusivamente in modo vegetariano.
Ma non solo. Il Vesak è anche un’occasione di grande festa e di gioia, per cui, in molti paesi, i templi vengono decorati ed illuminati, si organizzano cerimonie collettive e processioni per le strade, si recitano racconti salienti della vita del Buddha, si condividono doni e si costruiscono lanterne Vesak in carta di riso di diversi colori per illuminare e adornare le case e le strade.
Dal punto di vista religioso, la tradizione vuole che i devoti, vestiti di bianco, si rechino ai templi portando offerte di fiori, candele e incenso ai piedi del Buddha.
La cerimonia prevede quindi la recita dei mantra e la ripetizione della formula di Rifugio nei Tre Gioielli: Buddha, Dharma e Sangha.

Si rinnova quindi l’impegno ad osservare gli 8 precetti

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Prendo l'impegno di astenermi dalla parola scorretta

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Prendo l'impegno di astenermi dal prendere droghe o bevande che ottundono la mente

Cosa è la Grande Invocazione?

La Grande Invocazione è una preghiera – o mantra universale – che è stata comunicata, nell'aprile 1945, dal Maestro Djwhal Khul, chiamato “Il Tibetano”, ad Alice Bailey, nota esponente della Società Teosofica ed esperta di esoterismo, per aiutare gli uomini di buona volontà ad uscire dall’angoscia e dalle sofferenze causate dalla Seconda Guerra Mondiale.
E’ un’invocazione molto potente per portare cambiamenti e nuove consapevolezze in noi e nella nostra vita. E’ stata tradotta in più di 80 lingue e viene oggi recitata da persone di ogni fede o indirizzo spirituale per alzare le vibrazioni nostre, di tutti gli esseri viventi, e dell’intero Pianeta.
Il testo, letto in profondità e sentito con il cuore, racchiude delle verità universali e indipendenti da qualsiasi credo religioso. Sono tutte verità che già risiedono nel cuore degli uomini e che vengono naturalmente accettate dalla maggior parte delle persone:
• L’esistenza di un’intelligenza fondamentale alla quale possiamo dare il nome di Dio
• L’esistenza di un Progetto evolutivo universale che opera attraverso l’Amore puro
• Il contributo di Maestri incarnati, apparsi ciclicamente sulla Terra, tra cui il Cristo, per aiutare gli uomini e diffondere il messaggio di Amore puro e incondizionato per far comprendere che amore e intelligenza sono effetti del Piano Divino, detto anche Volontà di Dio.
• La consapevolezza che il Piano Divino può essere realizzato solo attraverso l’umanità.
La recitazione focalizzata della Grande Invocazione è un mezzo efficace e potente per contattare il mondo spirituale ed elevare e trasformare le energie del Pianeta. Utilizzando regolarmente questa forma di preghiera collettiva inviamo Luce e Amore al Pianeta elevando la coscienza umana e favorendo la nostra evoluzione personale e spirituale. Focalizzandoci sulla Luce e sull’Amore che possiamo diffondere nel mondo, cambieranno i nostri atteggiamenti, i nostri comportamenti, i nostri obiettivi che diventeranno più altruistici e volti al bene della collettività.

La Grande Invocazione

Dal punto di Luce nella Mente di Dio
Affluisca Luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore nel Cuore di Dio
Affluisca Amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal Centro dove il Volere di Dio è conosciuto
Il Proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il Proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che viene detto il genere umano

Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sigillare la porta dove il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano Divino sulla Terra.

La versione adattata della Grande Invocazione

Nel 2000, per incoraggiare una più ampia distribuzione di questa preghiera universale, è stata autorizzata e diffusa la versione che segue, leggermente adattata con un linguaggio più idoneo al nostro mondo multiculturale.

Dal punto di Luce nella Mente di Dio
Affluisca Luce nelle menti umane.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore nel Cuore di Dio
Affluisca Amore nei cuori umani.
Possa Colui che viene tornare sulla Terra.

Dal Centro dove il Volere di Dio è conosciuto
Il Proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il Proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che viene detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sigillare la porta dove il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano Divino sulla Terra.

Il senso profondo del Vesak

I buddisti, durante il Vesak, riaffermano la propria determinazione a praticare l’amore compassionevole, a purificare la loro mente attraverso pensieri, parole e azioni pure e nobili e a portare pace e armonia al mondo.
Ma al di là delle caratteristiche specifiche del rituale, l’aspetto più importante del Vesak sta proprio nella creazione di un campo di Luce, Saggezza e Pace universale, grazie alla profondità della meditazione e all’amorevole connessione con il Buddha, il Cristo e i Maestri di Luce.
Il Vesak, al di là delle credenze religiose e spirituali di ognuno, rappresenta un’occasione per tutti noi di maggior connessione con noi stessi, con i nostri fratelli animali, con le piante, e con l’intero Pianeta.

Ti invitiamo a celebrare questa grande festa piena di Luce, Amore e Gioia, insieme a noi!

La Meditazione Sonora Darshanatura per il tuo Vesak

Medita insieme a noi con la Meditazione Darshanatura per il tuo Vesak che trovi sul nostro canale Youtube!