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Il ruolo della tristezza.

Psicosomatica e Medicina Tradizionale Cinese

L’autunno, in Medicina Tradizionale Cinese, è collegato all’emozione Tristezza.
Se ci pensiamo, in effetti, quanti di noi, con il cambio di stagione e il diminuire delle ore di luce, si sentono avvolti da una nebbia che colora di grigio le giornate? E’ il cosiddetto Autumn Blues, quella malinconia immotivata che a volte colpisce con i primi freddi e le prime piogge autunnali.
Ci sono periodi della nostra vita, però, in cui tristezza, apatia e senso di solitudine rappresentano lo stato d’animo prevalente.
E allora vale la pena di andare più a fondo. Cos’è la tristezza? A cosa ci serve? Possiamo, in qualche modo, farcela “amica” accogliendo la lezione che viene ad insegnarci?
Scopriamolo insieme!

Il ruolo della tristezza in psicosomatica

Ogni emozione, dal punto di vista bio-logico, ha una propria, importante funzione. Sì, proprio così. Anche quelle emozioni che ci sembrano “negative” perché ci fanno stare male. Perché ci fanno soffrire. Eppure, in qualche modo, ci sono utili. Così, la tristezza, quando sopraggiunge a seguito di un evento che ci colpisce, ad esempio un lutto o un abbandono, è necessaria proprio perché il lutto va vissuto e rielaborato, e non ignorato come se nulla fosse accaduto.
La tristezza è una condizione che ci permette di chiuderci, ripiegarci su noi stessi e isolarci. Dobbiamo vivere il dolore, accettare e accogliere ciò che è accaduto, per poi andare avanti e rinascere, possibilmente più forti e consapevoli di prima.
Il problema, però, sorge quando cominciamo a “vivere nella tristezza”, ci sentiamo soli, infelici, inutili e incompresi. Separati dal mondo che ci circonda, apatici e completamente privi di motivazione. Quando una situazione del genere perdura nel tempo può portare ad una cronicizzazione del disagio fino al manifestarsi di uno stato depressivo.

La tristezza in Medicina Tradizionale Cinese

La Medicina Tradizionale Cinese, così come quella orientale in genere, mette sempre in relazione mente e corpo. Il corpo non è altro che un riflesso dei nostri pensieri che, se non sono in equilibrio e in armonia, producono un’alterazione nel flusso di energia che circola nell’organismo, causando eccessi o deficit che avvertiamo spesso come sintomi e disagi.
L’emozione Tristezza, in Medicina Tradizionale Cinese, è collegata all’organo Polmone e all’elemento Metallo, così come l’afflizione, intesa come “gioia di vivere che si consuma” e che, se non riequilibrata, porta alla depressione. L’eccesso di Tristezza, così come la tendenza a sopprimere l’emozione, fa sì che il nostro organismo manifesti dei sintomi nella coppia organo/viscere Polmone/Grosso Intestino. In Medicina Tradizionale Cinese, infatti, si punta sempre all’equilibrio: l’eccesso di Qi (energia in Medicina Cinese), è dannoso proprio come il suo deficit.
La Tristezza blocca il Qi consumandolo e producendo, come sintomo, un senso di oppressione al petto. Senza considerare che il Polmone è strettamente correlato al nostro sistema immunitario poiché governa la “Wei Qi”, il nostro Qi difensivo. Quante volte, in effetti, quando siamo tristi e stressati, il nostro sistema immunitario si indebolisce e ci ammaliamo di influenza?

Il ruolo del Polmone in Medicina Tradizionale Cinese

Nel Polmone alloggia il Po, l’Anima Corporea, il respiro stesso della vita. Così come nella medicina occidentale i polmoni sono responsabili dell’interscambio di ossigeno tra l’interno e l’esterno del nostro organismo, in Medicina Tradizionale Cinese, il respiro è la manifestazione diretta del Po.
La Tristezza in eccesso o trattenuta colpisce il Po, impedisce il corretto fluire del Qi e si ripercuote sulla respirazione. Infatti, spesso le persone tristi hanno anche una postura curva in avanti e il respiro corto e superficiale.
Poiché mente e respiro sono intimamente collegati, per limitare il flusso di pensieri tristi e ossessivi può essere molto utile iniziare aiutandosi con esercizi di respirazione diaframmatica, profonda e consapevole.

Vediamo cosa fare se la tristezza non passa

Se la tristezza perdura per lunghi periodi, fino quasi a diventare una condizione dell’essere è necessario intervenire con approcci mirati, di tipo psicoterapico ed energetico, spesso affiancati con successo. Sul piano energetico, un valido approccio è quello del Reiki Tradizionale Giapponese che, andando a ribilanciare e riequilibrare le energie nel corpo e nella mente, ci dona calma, benessere psicofisico e pace interiore rimettendoci in contatto con quella parte di noi che aspetta solo di essere ascoltata, accolta e amata