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Il Solstizio d’Inverno

Significato, miti e leggende

Il Solstizio d’Inverno ha sempre affascinato, in ogni epoca, tutte le civiltà, per il suo significato che si arricchisce di particolari affascinanti a seconda delle diverse culture.

Oggi ti accompagniamo in questo viaggio alla riscoperta di significato, miti e leggende legati a questo momento magico dell’anno.

Il Significato del "Solstizio"

Il termine “solstizio” viene dal latino solstizium composto da sol e da un tema del verbo sistere, (stare, fermarsi), cioè “stazionamento del sole” e indica, dal punto di vista astronomico, il giorno dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più basso all’orizzonte (a mezzogiorno si trova sul tropico del Capricorno).

Il Solstizio d’Inverno rappresenta la fase in cui il Sole è più vicino alla Terra ma, a causa della sua particolare inclinazione, il calore dei raggi solari viene perlopiù disperso e questo spiega le basse temperature che si registrano.

Da questo momento in poi, però, il Sole smetterà di “scendere” rispetto alla linea dell’equatore e, nella sua “risalita”, determinerà un progressivo allungamento delle giornate fino al Solstizio d’Estate, giorno in cui, a mezzogiorno, il Sole si trova allo zenit sul tropico del Cancro, e che corrisponde alla giornata con maggior numero di ore di luce.

Il Solstizio d’Inverno segna l’inizio della stagione fredda e si colloca, in modo variabile di anno in anno, tra il 21 e il 22 dicembre.

Riti e rituali nelle antiche culture

I popoli antichi, che vivevano in comunione con i cicli della natura, ritenevano che ogni loro azione, anche la meno importante, potesse influire sull’andamento del cosmo.

Ed è così che venivano celebrati rituali per favorire la potenza del Sole e la rinascita della Natura dopo il “riposo” invernale.

L’oscurità, al massimo della manifestazione, cede il posto alla luce, che piano piano comincia a crescere, fino al momento di massima espansione, proprio come nel principio del Tao (Yin e Yang).

Anticamente il Solstizio d’inverno rappresentava un momento importante e ricco di significato, al quale si attribuiva un valore positivo ed era festeggiato con rituali propiziatori differenti a seconda delle varie culture.

Spesso si danzava attorno al fuoco, e si accendevano falò o candele allo scopo di allontanare il buio e il gelo.

Rituali celtici

Il Solstizio d’Inverno. Significato, miti e leggende.

Yule

Gli antichi Celti festeggiavano Yule, un momento di passaggio molto importante, una festa di morte, trasformazione e rinascita, in cui l’oscurità, il buio cede il posto alla luce.

Il Vecchio Sole, il Re Oscuro, muore e rinasce nelle sembianze del Sole Bambino. Partorito direttamente dal grembo della Dea, Regina dell’Oscurità e del gelo, il Sole Bambino, promessa di Luce e di Vita, rinasce all’alba del giorno dopo, ridonando Vita e Calore sulla Terra. Questa festa sacra rappresentava la Luce e il momento in cui le giornate riprendevano ad allungarsi, e veniva festeggiata come “promessa” di un prossimo rifiorire della Natura, in primavera, dopo l’oscurità e il gelo invernale.

Uno dei rituali celtici più diffusi prevedeva che le donne attendessero in piena oscurità gli uomini portatori della Luce (candela) con cui si accendeva il fuoco per poi festeggiare tutti insieme attorno al falò.

Tutti questi rituali avevano lo scopo di salutare l’oscurità per aprirsi alla rinascita, proprio come quando noi salutiamo l’anno vecchio per accogliere il nuovo. E non solo! I festeggiamenti prevedevano anche ricchi e numerosi banchetti, proprio come noi durante il periodo natalizio, quasi ad anticipare la gioia per la Luce e per il nuovo anno che verrà.

Il Solstizio d’Inverno. Significato, miti e leggende.

Il Re Quercia e il Re Agrifoglio

Sempre presso i Celti, un’altra leggenda narra la storia del Re Quercia, la forza positiva, l'azione, l’anno crescente, la Luce del nuovo anno, che, al Solstizio d'Inverno, sconfigge il Re Agrifoglio, che rappresenta la forza negativa, la passività, l’anno calante, la vecchiaia e l’oscurità.

Questi due Re, infatti, si sfidano regolarmente due volte l’anno, in occasione dei due Solstizi, d'Estate e d'Inverno. A seconda del momento dell'anno, ognuno dei due vince o perde. Chi vince può godere della supremazia sulla Terra fino alla sfida successiva. Naturalmente, queste sfide rappresentano la lotta tra due forze contrapposte, Luce e Ombra.

Così il Re Quercia che sconfigge il Re Agrifoglio ogni anno al Solstizio d'Inverno, rappresenta il riemergere della Luce fino al momento del suo massimo splendore, il Solstizio d'Estate. Allo stesso tempo, il Re Agrifoglio, che sconfigge il Re Quercia al Solstizio d'Estate, rappresenta il ritorno dell'oscurità e il riposo della Natura fino al Solstizio d'Inverno.

Queste due forze, pur contrapposte, sono necessarie l'una all'altra. Infatti, proprio come lo Yin e lo Yang, la Luce non potrebbe esistere senza il buio. Ed è dalla tensione tra queste due forze che nasce il cambiamento, la trasformazione e la Vita stessa.

Nell'antica Roma

Il Solstizio d’Inverno. Significato, miti e leggende.

I Saturnali

I Saturnali erano una celebrazione religiosa e sociale che si teneva a Roma dal 17 al 24 dicembre ed erano dedicati a Saturno, dio della semina. Si diceva che Saturno fosse il dio dell’età dell’oro, quando gli uomini erano tutti uguali tra loro e vivevano felici nell’abbondanza; così, durante i Saturnali si voleva rievocare quei giorni fortunati festeggiando con feste e banchetti l’abbondanza dei doni della terra e concedendo maggiore libertà agli schiavi, quasi a rappresentare quell’antica condizione di parità e uguaglianza tra tutti gli uomini.

La leggenda narra che inizialmente si dedicassero dei sacrifici umani a Saturno, sostituiti, solo in un secondo tempo, da statue d’argilla e ceri accesi. Questa festa, diffusa in tutto l’Impero Romano, resta la festa preferita e più popolare, in ogni strato sociale, fino al trionfo del Cristianesimo.

Le piante sacre del Solstizio d’inverno

Alcune piante, grazie alla loro forma e al loro significato simbolico, sono associate a questo momento dell’anno. Vediamo insieme le più diffuse!

Perché meditare nel Solstizio d’Inverno

Meditare ed eseguire rituali, in questo momento così particolare dal punto di vista energetico, serve innanzitutto a mettere ordine nella tua mente e nella tua vita, fissando le priorità ed evitando di continuare a sprecare energie in situazioni sospese, rapporti conflittuali e schemi mentali limitanti. Nel momento in cui ti liberi del superfluo e degli «orpelli» del passato, la mente si placa e questa è la condizione di ricettività migliore per seminare nuovi intenti e far affiorare intuizioni e nuove idee. L’intento, «seminato» nel cuore e coltivato con amore, cura e attenzione, arriverà a germogliare, aprendosi successivamente alla potente forza dell’energia primaverile.

Buona Meditazione e buon Solstizio d'Inverno a tutti!