Ottobre: colori e psiche

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Con il mese di ottobre si passa inevitabilmente dai colori intensi e brillanti dell’estate, che stimolano gioia e vitalità, alle tonalità cromatiche caratteristiche dell’autunno, che vanno dal beige al rosso al marrone. Si tratta indubbiamente di colori che inducono un atteggiamento di malinconia, riflessione e rimpianto piuttosto che azione e intraprendenza.

Quanto contano i colori per il nostro umore?

Le tonalità che vanno dal beige al marrone, tipiche della stagione autunnale, creano un’atmosfera che allontana la progettazione e l’iniziativa, riducendo la tensione psicologica e favorendo la calma, a differenza delle giornate estive, assolate e luminose che, assecondando il naturale ciclo vitale, con le loro tinte vivaci e brillanti, non fanno altro che accrescere l’energia e la vitalità.

Aiuto… mi sento triste!

Durante l’autunno la natura assume toni più smorzati, dovuti essenzialmente alla riduzione dell’attività solare e, mentre l’effetto che alcuni di noi percepiscono è di maggior rilassamento, per altri, le cui risposte emotive tendono già abitualmente al “nero”, si può manifestare la cosiddetta SAD (Seasonal affective disorder), accentuata da ulteriori fattori esterni, quale il ritorno alla routine, spesso non del tutto soddisfacente, e il fatto di dover trascorrere la giornata in spazi chiusi. Non si tratta di un disturbo nuovo, infatti, già 400 anni prima di Cristo, Ippocrate notava come la melanconia comparisse più facilmente durante la stagione autunnale e invernale.

Cos’è la SAD?

Tra i sintomi fisici della SAD, che colpisce in prevalenza il mondo femminile, con un’età media di 40 anni, appartenenti a ceti sociali e culturali differenti, si possono manifestare: affaticabilità, stanchezza, perdita degli interessi, irritabilità, sonnolenza, dolori articolari e aumento dell’appetito, con una particolare predilezione per i carboidrati (pane, pasta e dolci), ovvero per quei cibi caratterizzati da una forte valenza simbolica di tipo consolatorio, cosa che, tra l’altro, può portare come conseguenza ad un aumento del peso corporeo. Non si tratta però tanto di un eccesso di gola fine a se stesso, quanto piuttosto di un bisogno irrefrenabile di mangiare per sentirsi “coccolati” o per “difendersi” dal freddo. Tra l’altro, l’aumento del bisogno di ore di sonno, che generalmente appare agitato, non si rivela quasi mai riposante e la sonnolenza diurna si traduce spesso in difficoltà di concentrazione.

Le origini della SAD

Il nome SAD è stato impiegato per la prima volta nel 1984 dal Dottor Norman E. Rosenthal il quale, dopo aver vissuto a lungo a Johannesburg, in Sud Africa, fu costretto, all’inizio dell’inverno, a trasferirsi per lavoro a New York. Improvvisamente e senza motivo apparente, cominciò a sentirsi triste, privo di energie, svogliato, malinconico. Fu così che il Dott. Rosenthal arrivò a sostenere l’importanza fondamentale della luce nel determinare il nostro umore. Per combattere il proprio malessere, Rosenthal decise di reagire al “grigiore” di New York, esponendosi tutti i giorni, per un certo periodo di tempo, alla luce artificiale, grazie all’utilizzo di lampade di diverse potenze. Il miglioramento nel tono dell’umore fu subito evidente. Da allora, un po’ in tutto il mondo, sono stati avviati studi e ricerche su questo fenomeno.

Come reagisce il nostro organismo alle radiazioni luminose?

Il nostro organismo, infatti, attraverso pelle e occhi, riceve l’intera gamma delle onde luminose. Le radiazioni che penetrano attraverso gli occhi vengono trasformate in impulsi elettrici, i quali vengono trasmessi dal nervo ottico al cervello. Quando gli impulsi elettrici raggiungono l’ipotalamo, si ha un incremento della serotonina, il neurotrasmettitore deputato al controllo del tono dell’umore mentre, a livello dell’epifisi, viene inibita la produzione di melatonina, un ormone sensibile al ciclo luce-buio. Il nostro benessere subisce indubbiamente significative alterazioni in base alla quantità e qualità di luce assorbita. Infatti, numerosi studi hanno rilevato importanti variazioni dell’umore e dell’efficienza in persone che trascorrono la maggior parte della giornata in ambienti caratterizzati da illuminazione artificiale la quale, riproducendo soltanto una parte delle lunghezze d’onda della luce naturale, si può rivelare uno stimolo stressante per l’organismo.

Come curare la SAD

Uno dei trattamenti maggiormente efficaci nel disturbo dell’umore ad andamento stagionale è rappresentato dalla cosiddetta light therapy o fototerapia. Si tratta di un trattamento terapeutico non farmacologico che consiste nella somministrazione di intensi livelli di luce tramite un sofisticato sistema di illuminazione, composto da speciali tubi fluorescenti ad avanzata tecnologia.

Un aiuto dai Fiori di Bach

Per combattere la malinconia e ritrovare la giusta energia ed equilibrio, in attesa della “bella stagione”, possiamo ricorrere anche all’aiuto dei Fiori di Bach, in particolare Mustard che, con i suoi fiori giallo sole, aiuta le persone malinconiche e depresse senza una vera causa e chi ha scarsa voglia di vivere, risvegliando il buonumore. Si consiglia di assumerne 4 gocce 4 volte al giorno, per 3 settimane.