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Solstizio d’inverno: riti e rituali, tra tradizione e modernità

Ci siamo, il giorno più corto dell’anno (e la notte più lunga) è qui!

Il solstizio d’inverno ha sempre affascinato tutte le culture e civiltà, in ogni epoca, un momento dell’anno con un significato particolare, quasi magico.

Ti accompagniamo in questo meraviglioso viaggio alla riscoperta della rinascita della luce per poterti riaprire alla Gioia, alla Fiducia, al Calore, alla Vita!

Sole d'inverno

Cosa significa esattamente Solstizio


Il termine “solstizio” viene dal latino solstizium composto da sol e da un tema del verbo sistere, (stare, fermarsi), cioè “stazionamento del sole” e indica, dal punto di vista astronomico, il giorno dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più basso all’orizzonte (a mezzogiorno si trova sul tropico del Capricorno).

Nonostante ciò, il Solstizio d’inverno rappresenta la fase in cui il Sole è maggiormente vicino alla Terra ma, a causa della sua particolare inclinazione, il calore dei raggi solari viene perlopiù disperso e questo spiega le basse temperature che si registrano.

Da questo momento in poi, tuttavia, il Sole smetterà di “scendere” rispetto alla linea dell’equatore e, nella sua “risalita”, determinerà un progressivo allungamento delle giornate fino al Solstizio d’estate, giorno in cui, a mezzogiorno, il sole si trova allo zenit sul tropico del Cancro, e che corrisponde alla giornata con maggior numero di ore di luce.

Il Solstizio d’inverno segna l’inizio della stagione fredda e si colloca, in modo variabile di anno in anno, tra il 21 e il 22 dicembre.

Riti e rituali nelle antiche culture

I popoli antichi, che vivevano in comunione con i cicli della natura, ritenevano che ogni loro azione, anche la meno importante, potesse influire sull’andamento del cosmo.

Ed è così che venivano celebrati rituali per favorire la potenza del Sole e la rinascita della Natura dopo il “riposo” invernale.

L’oscurità, al massimo della manifestazione, cede il posto alla luce, che piano piano comincia a crescere, fino al momento di massima espansione, proprio come nel principio del Tao (Yin e Yang).

Anticamente il Solstizio d’inverno rappresentava un momento importante e ricco di significato, al quale si attribuiva un valore positivo ed era festeggiato con rituali propiziatori differenti a seconda delle varie culture.

Spesso si danzava attorno al fuoco, e si accendevano falò o candele allo scopo di allontanare il buio e il gelo.

Rituali celtici

Yule

Gli antichi Celti festeggiavano Yule, un momento di passaggio molto importante, una festa di morte, trasformazione e rinascita, in cui l’oscurità, il buio cede il posto alla luce.

Il Vecchio Sole, il Re Oscuro, muore e rinasce nelle sembianze del Sole Bambino.

Partorito direttamente dal grembo della Dea, Regina dell’Oscurità e del gelo, il Sole Bambino, promessa di Luce e di Vita, rinasce all’alba del giorno dopo, ridonando Vita e Calore sulla Terra.

Questa festa sacra rappresentava la Luce e il momento in cui le giornate riprendevano ad allungarsi, e veniva festeggiata come “promessa” di un prossimo rifiorire della Natura, in primavera, dopo l’oscurità e il gelo invernale.

Uno dei rituali celtici più diffusi prevedeva che le donne attendessero in piena oscurità gli uomini portatori della luce (candela) con cui si accendeva il fuoco per poi festeggiare tutti insieme attorno al falò.

Tutti rituali per salutare l’oscurità e aprirsi alla rinascita… pensiamo solo a quando noi salutiamo l’anno vecchio per accogliere il nuovo!

E non solo! I festeggiamenti prevedevano anche ricchi e numerosi banchetti, proprio come facciamo noi durante il periodo natalizio, quasi ad anticipare la gioia per la Luce e per il Nuovo che verrà.

La leggenda del Dio Quercia e del Dio Agrifoglio

Sempre presso i Celti, un’altra leggenda narra la storia del Dio Quercia, il femminile, l’anno crescente, la luce del nuovo anno, rappresentato dal pettirosso, che sconfigge il Dio Agrifoglio, il maschile, l’anno calante, la vecchiaia e l’oscurità, raffigurato dallo scricciolo.

Nell’antica Roma

I Saturnali

I Saturnali erano una celebrazione religiosa e sociale che si teneva a Roma dal 17 al 24 dicembre ed erano dedicati al dio Saturno.

Durante questa festività, le gerarchie sociali e i ruoli si ribaltavano e i servi prendevano simbolicamente il posto dei padroni.

La leggenda narra che inizialmente si dedicassero dei sacrifici umani a Saturno, sostituiti solo in un secondo tempo, da statue d’argilla e ceri accesi.

Le piante sacre del Solstizio d’inverno

Alcune piante, grazie alla loro forma e al loro significato simbolico, sono associate a questo momento dell’anno.

Vediamo insieme le più diffuse!

Il vischio

Già sacro ai Druidi, è ancora oggi molto utilizzato come pianta beneaugurale. Simboleggia la vita, la rinascita, la forza, la rigenerazione e l’immortalità. Era considerata una pianta discesa dal cielo, emanazione divina in quanto figlia del fulmine. Ancora oggi baciarsi sotto al vischio è considerato un gesto propiziatorio di fortuna che però ora è associato al nostro Capodanno.

L’agrifloglio

E’ una pianta sempreverde che simboleggia l’eternità e l’aggressività, a causa delle sue foglie pungenti. In antichità veniva impiegata, soprattutto da druidi e antichi romani, per scacciare gli spiriti maligni. Durante i sacrifici era indossata tra i capelli in segno di buon auspicio, tanto che i Romani cominciarono ad utilizzarla abitualmente come portafortuna, anche da tenere all’ingresso delle abitazioni, proprio lo stesso utilizzo che ne facciamo noi ora!

L’abete

E’ un albero sempreverde che simboleggia l’immortalità e l’eternità. Già sacro per gli antichi Celti, che lo consideravano simbolo di onestà e di verità (per il modo in cui cresce, “dritto” e pieno di forza), rappresenta anche la promessa di rinnovamento e ripresa dopo i lunghi mesi invernali. L’albero di Natale viene considerato simbolo della vita e di un nuovo inizio. Pensiamo solo al simbolismo nella decorazione dell’albero: le palline colorate che rappresentano da un lato la nostra ricchezza interiore che ci sostiene e, dall’altro anche i doni che la natura ci offre con l’inizio del suo nuovo ciclo, e le luci che simboleggiano il ritorno alla vita dopo l’oscurità dell’inverno.