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Il dibattito “Reiki e denaro” è uno dei più gettonati quando si parla di discipline spirituali e olistiche.

C’è chi afferma che, non pagando, non si attribuisce valore a ciò che si riceve, ma c’è anche chi sostiene che l’energia è un bene di tutti, che è già a nostra disposizione, e che, quindi, non sia corretto pagarla!

Dove sta allora la verità?

E’ giusto pagare i corsi Reiki?

E se sì quanto?

Vediamo insieme di fare chiarezza su questo argomento così controverso!

 

Sulla scia della New Age…

Il Reiki in Italia ha subito una grande diffusione in epoca New Age quando, sull’onda dell’entusiasmo generale, e senza regole ben definite, si è visto un po’ di tutto…

Dagli insegnanti “improvvisati”, senza un’adeguata preparazione, a chi, con atteggiamento “buonista” da finto guru spirituale, offriva Reiki gratuitamente secondo l’ispirazione del momento, a chi chiedeva cifre esorbitanti approfittando di persone che, nell’illusione di migliorare se stesse e la propria vita, erano ingenuamente disposte a spendere qualsiasi cifra, magari arrivando perfino ad indebitarsi.

Più paghi e più darai valore a ciò che impari!

Una delle giustificazioni più frequenti a tal proposito era, ed è tuttora, che più si paga e più si dà valore agli insegnamenti ricevuti…

E fu così che, alcuni insegnanti, soprattutto per il livello di Master, arrivavano a chiedere anche 20 o 30 milioni di lire (poi tradotti in 20/30.000 euro), con la scusa della grande responsabilità che un Master Reiki si assume di fronte ai futuri allievi.

Questo atteggiamento comporta un notevole rischio, quello di passare il messaggio che il proprio valore come insegnante sia direttamente proporzionale alla cifra spesa per diventarlo.

Il “tranello” dell’offerta libera

Un altro approccio era, e a volte lo è tuttora, quello dell’offerta libera, di solito messo in atto da chi, per paura di perdere il consenso, e non trovando il coraggio di stabilire una cifra adeguata per il proprio operato, preferisce diffondere i propri insegnamenti gratuitamente o, appunto, ad offerta libera.

Si tratta molto spesso di persone che confondono lo status di insegnante di Reiki con la condizione di Maestro spirituale e, nella convinzione, spesso erronea, di aver fatto un profondo lavoro di crescita spirituale e di aver raggiunto un gradino più alto rispetto ai “comuni mortali”, provano un forte appagamento nell'esaltazione del proprio ego spirituale e all'idea di venire giudicati dagli altri come individui spiritualmente evoluti.

Spesso queste persone, pur offrendo, nella maggior parte dei casi un livello di insegnamento piuttosto scadente, con il loro “buonismo” finiscono per creare una sorta di dipendenza emotiva da parte degli allievi.

Leggi la seconda parte dell'articolo

Reiki e denaro, il Maestro.