Fortuna, sfortuna, o...?

“Che tu creda di farcela o meno,
avrai comunque ragione."

Henry Ford

“Con la solita sfortuna…”, “Con la sfortuna che ho, figurati se mi capita…”, vi ricordate la Legge di Murphy che tanto andava di moda tempo fa? Secondo la Legge di Murphy, appunto, “se qualcosa non può andare male, andrà male lo stesso”, questo per tantissimi aspetti e situazioni della vita. Era divertente, è vero, ma... il problema è che il nostro inconscio non conosce l’ironia. E quello che ripetiamo più frequentemente, quasi come fosse un mantra, finisce per entrare a far parte delle nostre memorie cellulari. Chi mi conosce sa che faccio spesso l’esempio del detto, ripetuto spesso anche in senso ironico, nella mia famiglia: “Siamo nati per soffrire!”

Cresciuta sentendomi ripetere questa, e altre frasi di significato analogo, non vi dico quanto lavoro ho dovuto fare su di me e quanto mi sono dovuta ripulire nonostante queste convinzioni non provenissero da me ma piuttosto, in questo caso, dalla mia genealogia.
Nel mondo invisibile, infatti, esistono vincoli, obblighi, patti, sigilli e giuramenti che ci mantengono legati ad altri tempi e altri luoghi. Possono risalire ad altre vite, così come a un karma familiare che continuiamo a perpetrare obbedendo a “obblighi” e comandi, consci ed inconsci, della nostra famiglia di origine, dei nostri genitori, ed anche di nostri antenati che non abbiamo mai conosciuto.

Uno degli obblighi che riscontro più spesso, nelle persone che vengono da me in studio è quello di non poter avere più successo dei propri genitori. Come se fosse un peccato o un disonore. Il patto di fedeltà contratto con i nostri genitori o, più in generale, con la nostra genealogia, ci obbliga a restare confinati all’interno della nostra zona di comfort e, soprattutto, a “restare nel piccolo”, nella scarsità, nella modestia e, in definitiva, a non realizzarci mai.
E così, in un groviglio di ansia, frustrazione, vergogna e sensi di colpa, si va avanti manifestando scarsità, difficoltà, ostacoli e blocchi nella realizzazione dei propri obiettivi. Fino a provare sfiducia nella vita e a sentirsi dei falliti.
Ma la verità è che il fallimento tout court non esiste. E neanche la sfortuna, intesa come un destino triste e ineluttabile al quale sono soggette solo alcune persone e non altre. E perché alcune sì e altre no? Ah, già, dimenticavo, perché le prime sono sfortunate!

Così, dopo aver introiettato e fatte nostre convinzioni e credenze auto-sabotanti, diventiamo noi stessi, inconsapevolmente, i creatori dei nostri insuccessi su questo piano di esistenza.
Ma non solo! Sono questi stessi insuccessi che finiscono per confermare a noi stessi la validità delle nostre credenze e convinzioni negative, creando un circolo vizioso senza fine. Ripeto, la sfortuna non esiste! Siamo noi che inconsapevolmente, scegliamo di accettare i condizionamenti ricevuti su un piano più sottile e agiamo, sempre inconsapevolmente, in linea con questi condizionamenti.
Così, siamo noi che, involontariamente, concretizziamo una vita piena di delusioni… un lavoro insoddisfacente, un partner che ci trascura, la mancanza di denaro… perché i nostri pensieri, le nostre emozioni e, quindi, la nostra energia ci portano a manifestare questo tipo di esperienze.

In realtà, noi siamo molto più di questo, siamo esseri di Luce incarnati su questo piano di esistenza per realizzare il nostro potenziale diffondendo Amore, Luce e Gioia attorno a noi e nel mondo.
Ma per fare questo, dobbiamo prima di tutto lasciar andare l’obbligo karmico di vivere nelle difficoltà, nella sofferenza, nel dolore e incominciare ad amare noi stessi introducendo gioia, fiducia e leggerezza nelle nostre vite.
“Come dentro, così fuori”: ciò che viviamo dentro di noi, a livello energetico ed emotivo, corrisponde a ciò che viviamo al di fuori di noi sotto forma di esperienze, gioiose e soddisfacenti o, al contrario, deludenti e frustranti.
Questo perché, che tu ci creda o meno, tutto ciò che esiste vibra su una data frequenza attirando, per risonanza, ciò che vibra alla sua stessa frequenza. E così fanno anche i tuoi pensieri, le tue emozioni più frequenti e il tuo sistema di convinzioni.

Quindi, se sei sfiduciato e non provi amore verso te stesso, come puoi pensare di incontrare persone che ti amino? E se sei convinto che vivrai sempre nella scarsità perché chi è ricco rimane da solo, o è malvagio, o perderà tutto, sicuramente quello sarà il tuo destino. Almeno ino a quando non sceglierai, consapevolmente, di cambiare, modificando quegli schemi, programmi inconsci e convinzioni limitanti che ti impediscono di raggiungere il tuo vero successo.
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